martedì 8 settembre 2009

I LIMITI DELL'UTENTE DELLA RETE



Nell’era della terza rivoluzione informatica, mi preme fare una considerazione riguardo al mezzo e a come si pongono molti utenti.
Il muro del silenzio è stato abbattuto. Internet ci da la possibilità di esprimere quello che vogliamo, gridare ai quattro venti il nostro disappunto, e organizzare una qualche forma di cambiamento partendo dal basso. È questo quello che Grillo sta portando avanti, e per quanto si possa condividere o meno le sue idee, bisogna dare atto che sta facendo grandi cose. Sta mostrando alla gente comune le possibilità di questo mezzo, che sono davvero illimitate.
Ma, come diceva qualcuno, la domanda nasce spontanea…
Se è vero che le possibilità di internet sono illimitate, quanto sono limitate le nostre di possibilità?

Trafficando con questo aggeggio da un po’ di tempo ormai, mi sono accorto di una cosa molto triste. Le maggior parte delle persone non muove neanche un dito sulla tastiera per questioni che non la riguardano di persona. C’è un’apatia preoccupante, davvero un brutto segnale. Solo il 16% degli utenti è infatti impegnato in forme di discussione e partecipazione. Gli altri sembrano solo aggirarsi come zombi alla ricerca di effimere esperienze virtuali: il porno, i videogiochi, le cazzate e tutto quello che ci offre giá l’obsoleta TV.
Gli utenti si svegliano solo se vengono un po’ punzecchiati. Si affacciano gridando la loro disapprovazione, con arringhe difensive che non fanno che confermare quello che viene detto su di loro.

Se giro un po’ sui blog piú importanti, in Italia come all’estero, ci si accorge che questa sindrome è evidentissima. Un post infiammato ha il triplo o quadruplo dei commenti degli altri post. Ricordo ad esempio un articolo di sfogo di Layla Anwar, il personaggio virtuale di una donna Irachena che soffre insieme al suo popolo il dominio americano. Ci furono centinaia, forse migliaia di commenti.
Quando Grillo alla vigilia di Ghana-Italia postó quell’articolo in cui ammetteva che avrebbe tifato per la squadra africana, ebbe come risultato il doppio dei soliti commenti. Perché? Perché risvegliò qualcosa dentro i lettori, anche quelli piú pigri. Si sentirono offesi ed intervennero. Lo feci anch’io, anche se davo ragione a Grillo.
Questo giochino del punzecchiare assomiglia tanto alla strategia dell’industria dell’intrattenimento. La Real TV, i programmi della De Filippi. La gente si smuove solo se viene messa in gioco, altrimenti è troppo pigra (o indaffarata, o ottusa, o distratta, o dormiente) per intervenire di sua spontanea volontà.

Nel mio piccolo anch’io ho testimoniato con i miei blog questa insofferenza degli utenti.
Non credo che questo possa cambiare, almeno non con questa generazione. La percezione di questo mezzo e delle sue illimitate possibilità sarà diverso per le generazioni future. Nel migliore dei casi capiranno come utilizzarlo per mettere un atto a livello globale un sistema davvero democratico (e non di rappresentazione), senza rimanere impigliati nel virtual world. Nel peggiore dei casi gli utenti del futuro saranno incanalati in un sistema di navigazione che non creerà problemi alle elite di potere. In parte questo sta giá succedendo. Anche il sito deve essere cool, altrimenti non vale la pena esplorarlo, cosí i ragazzini si perdono nei portali piú in voga.
Poi c’è chi rifiuta Internet a priori, perché isola, perché ti distacca dalla vita reale, perché ti fa perdere del tempo, perché non sará mai come un buon film, o un buon libro, oppure un buon disco.

A questa gente non posso che augurare di trovare presto una bella casetta in Canada, in mezzo ai lupi e agli orsi. E magari hanno proprio ragione loro!

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