lunedì 14 settembre 2009

PORCUPINE TREE - THE INCIDENT

the incident

I Porcupine Tree sono felici di annunciare l’imminente uscita del loro decimo album in studio, che si intitolerà The Incident. Il disco uscirà in tutto il mondo per la Roadrunner Records il 21 settembre 2009 e si tratterà di un album doppio.

Il pezzo principale sarà la title track, una lunga suite di 55 minuti che occuperà la prima parte del disco. La canzone è una sorta di viaggio surreale improntato sull’inizio e la fine delle cose, nel senso in cui, una volta che sono passate, le cose non saranno mai più le stesse.

La seconda parte è invece una specie di EP di quattro composizioni sviluppate lo scorso dicembre durante una session in studio di registrazione.

Video e immagini relativi al concept album saranno pubblicate regolarmente sul sito ufficiale della band, che inizierà il tour dopo l’estate.

Songs / Tracks Listing

Disc 1
1. The Incident
I. Occam's Razor
II. The Blind House
III. Great Expectations
IV. Kneel and Disconnect
V. Drawing the Line
VI. The Incident
VII. Your Unpleasant Family
VIII. The Yellow Windows of the Evening Train
IX. Time Flies
X. Degree Zero of Liberty
XI. Octane Twisted
XII. The Séance
XIII. Circle of Manias
XIV. I Drive the Hearse

Disc 2
1. Flicker
2. Bonnie the Cat
3. Black Dahlia
4. Remember Me Lover

Line-up / Musicians

Steven Wilson - vocals, guitar, piano
Richard Barbieri - keyboards, synthesizer
Colin Edwin - bass guitar
Gavin Harrison - drums
Releases information

Release Date: September 21, 2009.
Label: Roadrunner.

UN'ALTRA GUERRA É POSSIBILE



Dopo le eco bombe, arriveranno altri splendidi marchingegni da guerra per le nuove generazioni di guerrieri, sempre pronti a far scivolare il dito sul grilletto. Mode e tendenze raggiungono anche la trincea. Un altro mondo è possibile, ed è anche possibile uccidere in modo più pulito, rispettando l’ambiente e rimanendo political correct.
Arriveranno i mitragliatori a basso impatto ambientale, costruiti con materiali riciclati, i carri armati con impianti fotovoltaici, l’eco-napalm (che emetterà circa un terzo della normale CO2). Si sfrutteranno energie alternative per alimentare gli strumenti da campo, si useranno gas che produrranno effetti benefici sulla flora circostante, e durante ogni operazione militare ogni soldato sarà tenuto a rispettare il programma di riciclaggio e riutilizzo dei materiali d’artiglieria, sia leggera che pesante. Una squadra speciale di ispanici e afroamericani si occuperà di recuperare le mine anti-uomo (ma soprattutto anti-bambino) inesplose. Con queste si potranno costruire nuove mine, naturalmente a basso impatto ambientale.
Ogni singolo pezzo d’artiglieria dovrà riportare il valore di risparmio energetico, come nelle lavatrici e nei frigoriferi. Le industrie belliche dovranno adattarsi a questa normativa entro il 2012. Gli americani potranno non aver firmato l’accordo sulla non prolificazione delle bombe a grappolo, però stanno investendo sulla “guerra ecologica”, ed è una bella cosa, bisogna rendergliene atto.
Queste sono le nuove frontiere della guerra preventiva, la guerra chirurgica made in USA. Bombe intelligenti, eco-bombe, bombe di pace…
Che magnifico circo che siete riusciti a metter su, miei piccoli umani!!!

FONTE: Nekradamus Blogspot

domenica 13 settembre 2009

IL GRANDE PROTETTORATO

Nell’ottobre del 2007 ho iniziato un diario di fantasia seguendo le regole di un’intuizione di gioco di ruolo per blogger, da me redatte all’inizio dello stesso anno. Blog di Ruolo è sostanzialmente una riflessione sul fenomeno blog e sulla sua applicabilità nei giochi di rappresentazione. Seguendo questa linea di pensiero, ho creato molte pagine virtuali. Reporter dal Futuro è stata senz’altro una delle più affascinanti.
George è un blogger del futuro che ci parla attraverso un programma capace di far viaggiare nel tempo l’informazione. Uno sguardo verso nuove fantasie della rete, abbracciando Gibson e provando a spingersi oltre…

George, 14 gennaio 2084

Ho scelto di parlare a voi, uomini del 2007, semplicemente perché questa data è la più lontana che sono riuscito a raggiungere. La rete al tempo vostro è ancora estremamente primitiva. La vostra cyber-activity è paragonabile all’attività motoria di una crisalide, la lettura è antiquata, i processi neurali lenti, l’identità assolutamente carnale.
Ma le vostre piattaforme di comunicazione, per quanto obsolete, riescono a soddisfare le mie necessità, e a far si che il mio compito venga svolto.
Oggi è un venerdì, un semplice venerdì di gennaio dell’anno 2084.
Lavoro per una grande compagnia, e questo può suonarvi molto più normale di quanto non sia in realtà. Infatti oggi tutti lavorano per una grande compagnia.
In AMERIKA non esistono confini, culture, etnie. La bandiera ha stelle e strisce di tutti i colori; il Grande Protettorato, il sogno divenuto realtà. Per identificarsi non esistono più né lingue, né stati, né religioni, né usanze. Il grande progetto per il nuovo secolo americano è riuscito al 100%, e adesso siamo tutti figli di un solo dio.
Sormontato da due alte torri che rappresentano il sacrificio di migliaia di persone per un bene più grande, la grande S sbarrata ci osserva e ci guida. Il Dio Denaro è con noi.
Lavorare per una grande azienda riesce a soddisfare ogni tuo desiderio di appartenenza. La compagnia si occupa di te e di tutta la tua famiglia, dell’educazione dei tuoi figli, dell’assistenza sanitaria, del sostegno psicologico, della casa, delle ferie, della tua informazione e di tutte le cose di cui necessiti quando sei attaccato al processore (droghe comprese).
Non ci sono guerre, non ci sono distinzioni, non si muore quasi mai (e solo a causa di qualche sporadico attentato dei ribelli). La maggior parte delle persone appaiono felici, le altre sono costrette a far finta di esserlo.
Vi chiederete come sia possibile tutto ciò? Come sono riusciti gli uomini a raggiungere un equilibrio del genere? Centinaia di paesi e culture, e linguaggi, e religioni, e costumi, tutti sotto un unico segno. Miliardi di persone…
No. Non più…
Vi confesso il primo piccolo segreto.
Oggi è il 14 gennaio 2084 e la popolazione mondiale stimata non supera i 197 milioni.
Riuscite a capire adesso come è stato possibile tutto ciò?
Avverto un interferenza nel sistema. Non posso attardarmi oltre.
Tornerò presto!
Chiudo.

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sabato 12 settembre 2009

LA MUSICA NEL FANTASY

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Esiste un legame inscindibile tra la musica e il Fantasy.
La musica è la colonna sonora della nostra vita, e ai tempi in cui vivevo quasi essenzialmente di Fantasy, sapevo bene con cosa far suonare lo stereo.

Non esiste un vero e proprio genere Fantasy, anche se qualcuno ci ha provato a etichettare certe sonorità con questo nome. In compenso esistono centinaia di pezzi che lo richiamano.
Un tempo pensavo che solo il rock potesse rappresentare un ipotetico genere Fantasy, ma come molti altri punti di vista personali di un tempo (fatto di troppi dogmi), mi sbagliavo. Si può parlare di Fantasy anche col Jazz, col Pop, con l’Elettronica… insomma, con qualsiasi sound.
Ma partiamo dall’inizio.

venerdì 11 settembre 2009

9/11

La vostra più grande e recente bugia, il pretesto ideale per portare morte e distruzione ai quattro angoli del pianeta, la ragione di un pugno di ricchi e potenti uomini che hanno lasciato dietro di se una lunga via di dolore e sofferenza, ed ormai sono a un passo dalla demonizzazione. Presto si eleveranno anche al di sopra del sottoscritto, ed allora prenderò le sembianze di un corvo e me ne andrò in qualche altro mondo, a gracchiare in santa pace dall’alto di una nuova torre. Mi spiace solo per il povero Gor, abbandonato nei sotterranei in attesa del suo inevitabile annientamento, insieme agli altri uomini…

La bugia è sintomatica; è davvero cosi grande che non riuscite proprio a vederla. Vi spaventa, vi inorridisce, vi da fastidio; no, non volete proprio pensarci… E loro lo sanno che vi fa questo effetto; e vi ridono alle spalle.

Esseri privi di spina strisciano nei supermarket e nei fast food, lasciando dietro di se una velenosa scia di escrementi. Siete voi, le vittime del disegno, demoni falliti o angeli senza ali. Creature vermiforme prive di qualsiasi slancio di ribellione, annullati dai subdoli metodi di persuasione di questi abili manipolatori di menti. Quotidianamente servite loro su un piatto d’argento il permesso per spargere sangue di uomini e bambini, rifiutandovi di guardare oltre le falsità che vi somministrano. Distratti dalle effimere circostanze di ogni giorno, rapiti dal barbaglio di una nuova scintillante cometa televisiva, pietrificati da un’altra paura preconfezionata. Siete la fabbrica del consenso, il nutrimento delle nuove creature dell’oblio, uomini divenuti demoni di alto rango che aspirano al controllo dell’universo.

Ma dovete ricordarvi che siete capaci delle loro stesse crudeltà; anche voi, se vi decidete di abbandonare le vostre sembianze di vermi, potete dispiegare ampie ali di pipistrello, affilare lunghi e mortali artigli e allargare le fauci in un terrificante urlo di furore. Perché questa è la vostra natura; siete demoni, non lombrichi.

Perciò alzatevi e combattete, scagliatevi addosso ai vostri nemici, graffiate, azzannate, colpite, squassate. Morite col gusto della morte in bocca.

Regalatemi un ultimo spettacolo…

Fonte: Nekradamus

giovedì 10 settembre 2009

IL PIÚ GRANDE VILLAGGIO TURISTICO DEL MONDO

Eccomi di ritorno da una vacanza rivelatrice, una vacanza in Italia da italiano all'estero.
L’Italia, lasciata con il timore di sentirne una mancanza incolmabile, sognata nelle piovose giornate del nord, gustata attraverso i prodotti d’esportazione, che non riescono mai a convincerti. Si, è proprio così! 4 euro per un pacchetto di Lavazza (import) e speri di farti un giro nello stivale con in mano una tazzina fumante. Ma il caffè non viene mai come in Italia, e allora dai la colpa all’acqua, oppure a chissà cosa. Ma no! Siamo noi, i furbi italiani, che mandano all’estero i prodotti scadenti credendo che gli stranieri non ci capiscano niente di cibo (ed in parte è anche vero!). Ma che figuraccia!. E così il vino, la pasta (la vedi rompersi nell’acqua bollente e rimanere cruda dentro!), la salsa di pomodoro ecc… Il Made in Italy culinario d’esportazione è una bugia, e te ne accorgi quando ti porti dietro un po’ di prodotti originali, e ti fai un Lavazza Crema e Gusto (come quello che mi sto bevendo adesso, 5 euro 4 pacchetti alla Coop!), e ti sembra davvero di essere in Italia.

Eccola, è proprio lei. È come l’ho trovata! Un paese di furbacchiotti in inevitabile ed imprudente declino. A chi mi ha chiesto cosa ne pensassi, gli ho risposto con questa battuta; “Finalmente ho capito che quando passi il confine il cartello “Chiasso” non è l’indicazione di una città ma è un segnale di avvertimento”. Ed infatti dopo poche centinaia di metri incomincia la danza degli idioti al volante. Oltre mille chilometri di tranquilla traversata, sulle ampie corsie germaniche dove non esistono limiti di velocità ma tutti rispettano le distanze e raramente si vedono incidenti, e poi pacatamente attraverso le montagne svizzere. Tutto tranquillo, tutto regolare. Ma appena passi il confine… inizia il chiasso!!!

Solo un espresso come si deve, sorseggiato veloce all’autogrill, può ridarti un po’ di buonumore.
L’Italia, sempre più nefastamente Berlusconiana. Pressappochista, mai puntuale, distratta, inconcludente.
L’Italia bellissima, con i suoi mille sapori, mille colori, mille riflessi. Unica soluzione; trasformarla nel più grande villaggio turistico del mondo. Ma dovremo metterci degli inservienti stranieri, qualcuno capace di regalarti un sorriso quando ordini una pizza oppure entri in un negozio. Gli italiani li facciamo girare a vuoto, oggetti indispensabili di un quadro culturale caricaturale. Belli tirati, gli occhiali da sole, le marche bene in mostra, il muso lungo perché regalare sorrisi è un segno di debolezza…
“Look over there, dad. That’s a real Italian! You see how he drives?”

E allora nascerebbero strade circoscritte per soli automobilisti italiani, prive naturalmente di segnaletiche. I motorini piroetterebbero attorno alle auto eternamente in coda, e gli stranieri si fermerebbero a fare foto.
Stessa sorte toccherebbe alle file dei supermercati, quelle per gli italiani, nelle quali le cassiere potranno raccontare liberamente le storie della loro vita privata, mentre fanno scorrere sul nastro pomodori e detersivi, allungando inevitabilmente la coda. Accanto, le casse per gli stranieri invece scorrerebbero velocissime.
Mi va di essere ironico, anche tagliente. Qualcuno ha detto che la parole possono ferire come una spada. Non sono d’accordo. Le parole sono il disinfettante che frizza sulle ferite. Per questo fanno male… Ma se le si capisce, se riusciamo a dare loro il giusto peso, allora hanno proprietà cicatrizzanti.

Povera Italia...

UN'IDEA SFUGGENTE CHE DESIDERA RIMANERE LIBERA



Arte é stata per anni una parola priva di un reale significato, almeno per quanto riguarda me. Meravigliosa, inafferrabile, arrogante, incomprensibile… Un’idea sfuggente che desidera rimanere libera.
Vediamo un po’ qual’è la definizione del vocabolario italiano.

ARTE: In senso molto generico, l’attività dell’uomo, in quanto capace di modificare la realtà per determinati fini. Con questo termine si intende ogni espressione viva e spontanea del proprio mondo interiore, astraendo dai modi e dai mezzi espressivi; in particolare si designano come “arte” la letteratura, l’architettura, la pittura, la scultura, la musica, il teatro, la danza, e recentemente la cinematografia.


Quali sono questi “determinati fini”?
Credo che nel mondo di oggi il fine principale non può essere altro che “comunicare”. Un uomo che riconosce la bellezza sente il bisogno di rappresentarla attraverso i suoi occhi. La trasformazione produce nuova bellezza che infonde negli altri nuovi stimoli per trasformarla e rappresentarla nuovamente. Un circolo inarrestabile che genera Amore.
Questo cerchio può chiudersi attraverso la filosofia dell’Open Source e in maniera più generica attraverso i fenomeni di sharing legali in rete.
Un artista che non riconosce questa nuova realtà, è da considerarsi passato, obsoleto, e di conseguenza lo sarà anche il significato della sua arte.

Le correnti artistiche si delineano di pari passo con i cambiamenti sociali, etici-morali e tecnologici della società. La tecnologia ha permesso l’avvento del cinema e della fotografia.
Anche le fruizioni dell’arte cambiano con gli sviluppi tecnologici. Proiettori modernissimi allestiscono le odierne esposizioni fotografiche, gli effetti speciali nel cinema fomentano nuovi generi (come il fantasy), e anche la letteratura ne risente (ricordo l’ultimo libro di De Carlo che ho letto, pieno di sms e e-mails).
Chi ignora queste tendenze, verrà inevitabilmente escluso, oppure si affermerà come outsider o fenomeno per i nostalgici.

Da quando ho scoperto Jamendo, trovo difficile ascoltare altra musica. Non sono le idee e la tecnica che mi fanno apprezzare questi musicisti, ma la loro genuina voglia di comunicare. Nella loro rappresentazione della bellezza, sono senza dubbio più avanti di chi vuole continuare a vendere i dischi come ai vecchi tempi, affidandosi a soliti famelici allibratori discografici.
Ispirarsi alla bellezza e ascoltare il “proprio mondo interiore” per rappresentarla è un processo che richiede purezza. Se si pensa alle vendite della propria opera, si rischia inevitabilmente di corrompere questa magica esperienza.

OGGIO HO ASCOLTATO: Changes in Mind dei Golden Down, duetto britannico che ci regala brillanti spunti acustici (anche se a volte un po’ scontati) e un sentore di psichedelia. Interessanti i richiami al folk. Consigliato per le mattinate tranquille, in odore di primavera.

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