Delle vecchie Orme è rimasto solo il nome, dato che con la dipartita di Tagliapietra un paio di anni fa, solo il batterista Michi Dei Rossi è rimasto di quel meraviglioso trio che cavalcò gli anni settanta con uno dei sound progressivi più originali del panorama, un sound che spiccava più che altro per l'hammond di Pagliuca e la voce di di Aldo Tagliapietra. Ma se si affronta questo album appena uscito senza la pretesa di ritrovare la magia di quello storico gruppo, non sarà difficile perdersi nelle sue nobili sezioni melodiche, grazie soprattutto ai virtuosismi di Michele Bon (davvero un ottimo tastierista). La Via della Seta è un concept di tutto rispetto, che credo piacerà a tutti gli amanti del progressive italiano come il sottoscritto.
mercoledì 13 aprile 2011
LE ORME - La Via della Seta
Delle vecchie Orme è rimasto solo il nome, dato che con la dipartita di Tagliapietra un paio di anni fa, solo il batterista Michi Dei Rossi è rimasto di quel meraviglioso trio che cavalcò gli anni settanta con uno dei sound progressivi più originali del panorama, un sound che spiccava più che altro per l'hammond di Pagliuca e la voce di di Aldo Tagliapietra. Ma se si affronta questo album appena uscito senza la pretesa di ritrovare la magia di quello storico gruppo, non sarà difficile perdersi nelle sue nobili sezioni melodiche, grazie soprattutto ai virtuosismi di Michele Bon (davvero un ottimo tastierista). La Via della Seta è un concept di tutto rispetto, che credo piacerà a tutti gli amanti del progressive italiano come il sottoscritto.
lunedì 11 aprile 2011
UNA SERIE TV SU CHTULHU? THE WARD!
É uscito in rete qualche giorno fa il pilot di una commedia televisiva che gira intorno ai miti di Chtulhu. La trama è divertente, la regia ottima, l'acting amatoriale ma più che sufficiente. In questo primo episodio la giovane Connie viene reclutata dal Signor Charles Dexter Ward nella sua lugubre casa ottocentesca adibita recentemente a biblioteca. Ward sta cercando di mettere su un culto per l'adorazione dei Grandi Antichi, ma non sembra avere molto successo, al contrario del suo vicino Harry Piedmont che ha un esclusivo culto di celebrità.
Consigliato a tutti i nerd amanti del grande Lovecraft...
PARTE 2
PARTE 3
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venerdì 8 aprile 2011
TRASFORMA IL TUO BLOG IN UN E-BOOK
Cercavo da tempo uno strumento on-line per convertire i blog in file PDF, il modo migliore per archiviare su disco rigido i propri documenti in rete. BlogBooker fa proprio questo, ma solo per le piattaforme Wordpress, Blogspot e Livejournal. Basta inserire il file importato dal vostro blog, l'indirizzo url relativo e in pochi minuti verrà caricato il PDF comprensivo di immagini e testi.
BlogBooker può tornare utile se si vuole dare alla stampa gli interventi del nostro blog oppure pubblicare un libro su Lulu o su altre piattaforme per l'autopubblicazione. Lo strumento è totalmente gratuito e non necessita installazione.
http://www.blogbooker.com
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mercoledì 6 aprile 2011
ROCK CITY- SESTO EPISODIO: King Nico
Torna dopo un anno di stop la saga di Rock City. Ecco il sesto episodio di questa avventura fantamusicale sempre generosa di sesso, droga, rock'n'roll e naturalmente lui, il diavolo... Tutta la saga è ispirata al Fantasma del Palcoscenico, film cult di Brian de Palma, e forse questo racconto più degli altri omaggia quella straordinaria pellicola.

King Nico, direttore artistico della Music Dome, centocinquantotto centimetri di pura energia creativa, due occhi azzurri e profondi incorniciati da un nugolo di boccoli dorati, supervisionava le ultime direttive per l'imminente apertura del Fantàsia, il nuovo tempio del rock nella città del diavolo. Seduto tra le ombre in fondo alla platea deserta, ascoltava le performance degli artisti, mentre con gli occhi divorava gli spartiti sottratti dalla suite di Jonathan Leverick, il compositore che si era gettato dalla finestra della sua camera d'albergo un paio di giorni prima. Era stato un brutto colpo, non solo per i fan, ma anche per la Music Dome. La casa discografica aveva investito un bel gruzzoletto sulla sua gallina dalle uova d'oro, certa che lo spettacolo che stava preparando avrebbe decretato l'immediato successo del nuovo locale. Jonathan stava scrivendo un concept epico che ripercorreva le avventure di un grande condottiero del passato che per odio, o forse per amore, aveva rifiutato il suo dio ed era sceso a patti con l'eterno avversario. La composizione era come al solito impeccabile, ma Nico era convinto che Leverick non incarnava l'immagine giusta per un luogo come il Fantàsia. Avrebbe regalato al suo pubblico una performance eccellente, ma Nico non stava al gioco per un semplice “eccellente”. Lui voleva qualcosa di memorabile...
King Nico, direttore artistico della Music Dome, centocinquantotto centimetri di pura energia creativa, due occhi azzurri e profondi incorniciati da un nugolo di boccoli dorati, supervisionava le ultime direttive per l'imminente apertura del Fantàsia, il nuovo tempio del rock nella città del diavolo. Seduto tra le ombre in fondo alla platea deserta, ascoltava le performance degli artisti, mentre con gli occhi divorava gli spartiti sottratti dalla suite di Jonathan Leverick, il compositore che si era gettato dalla finestra della sua camera d'albergo un paio di giorni prima. Era stato un brutto colpo, non solo per i fan, ma anche per la Music Dome. La casa discografica aveva investito un bel gruzzoletto sulla sua gallina dalle uova d'oro, certa che lo spettacolo che stava preparando avrebbe decretato l'immediato successo del nuovo locale. Jonathan stava scrivendo un concept epico che ripercorreva le avventure di un grande condottiero del passato che per odio, o forse per amore, aveva rifiutato il suo dio ed era sceso a patti con l'eterno avversario. La composizione era come al solito impeccabile, ma Nico era convinto che Leverick non incarnava l'immagine giusta per un luogo come il Fantàsia. Avrebbe regalato al suo pubblico una performance eccellente, ma Nico non stava al gioco per un semplice “eccellente”. Lui voleva qualcosa di memorabile...
lunedì 4 aprile 2011
IL TRAMONTO DI FACEBOOK
Purtroppo non credo che questo ultimo appello degli Adbusters riuscirà per davvero a fare implodere il social network più imponente del pianeta, ma è interessante notare come un nuovo e pandemico sentimento di antipatia verso Facebook stia maturando tra gli internauti. Non sono solo gli Adbuster a preannunciare, forse con un po' di ingenuità, il collasso del colosso di Zuckerberg. Molti esperti in social network e social media sono abbastanza sicuri che nel giro di un paio di anni Facebook non dominerà più la rete.
Dal sito http://www.adbusters.org
Da quando Facebook è diventato un elemento indispensabile della nostra vita, c'è stato un crescente senso di presagio che qualcosa non andasse per il verso giusto, la premonizione che alla fine avremmo sentito il bisogno di rompere qualsiasi rapporto con il sito.
domenica 3 aprile 2011
CAFÉ ALLONGÉ
venerdì 1 aprile 2011
NOTE INEDITE SU COPYRIGHT E COPYLEFT (2005)
di Wu Ming (*)
1. I due corni del falso dilemma
2. Nascita del copyright e censura: contro il "mito delle origini" liberista
3. Google Print e affini: rete, gratuità e battaglie di retroguardia
1. I due corni del falso dilemma
Partiamo dalla fine: il copyleft si basa sulla necessità di coniugare due esigenze primarie, diremmo due condizioni irrinunciabili del convivere civile. Se smettiamo di lottare perché si soddisfino questi bisogni, smettiamo di auspicarci che il mondo migliori.
Non vi è dubbio che la cultura e i saperi debbano circolare il più liberamente possibile e l'accesso alle idee dev'essere facile e paritario, senza discriminazioni di censo, classe, nazionalità etc. Le "opere dell'ingegno" non sono soltanto prodotte dall'ingegno, devono a loro volta produrne, disseminare idee e concetti, concimare le menti, far nascere nuove piante del pensiero e dell'immaginazione. Questo è il primo caposaldo.
Il secondo è che il lavoro deve essere retribuito, compreso il lavoro dell'artista o del narratore. Chiunque ha il diritto di poter fare dell'arte e della narrazione il proprio mestiere, e ha il diritto di trarne sostentamento in un modo non lesivo della propria dignità. Ovviamente, siamo sempre nel campo delle condizioni auspicabili.
E' un atteggiamento conservatore pensare a queste due esigenze come ai corni di un dilemma insolubile. "La coperta è corta", dicono i difensori del copyright come lo abbiamo conosciuto. Libertà di copia, per costoro, può significare solo "pirateria", "furto", "plagio", e tanti saluti alla remunerazione dell'autore. Più l'opera circola gratis, meno copie vende, più soldi perde l'autore. Bizzarro sillogismo, a guardarlo da vicino.
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Wu Ming
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