martedì 4 maggio 2010

Elf Fantasy Fair 2010

venerdì 16 aprile 2010

ADDIO PETER STEELE

Mercoledì scorso all'età di 48 anni è morto Peter Steele, leader dei Type O Negative. La conferma arriva direttamente dal tastierista della band, Josh Silver. La causa del decesso sembrerebbe sia attacco cardiaco, ma non è stato ancora confermato. Secondo alcune voci Steele non stava bene già da qualche giorno.

Il cantante, famoso per la sua statura (2 metri e 01) e la sua voce cupissima, si era distinto nel panorama hard rock per la sua sensualità darkeggiante. Ottimi alcuni lavori della band, come ad esempio October Rust, dal quale è estratta la hit “My girlfriend's girlfriend”.

Un saluto affettuoso a questa bella icona del Rock.

venerdì 26 marzo 2010

IL LIBRO DI ELI



All'indomani della deludente visione dell'acclamato The Book of Eli, film con Denzel Washington ambientato in un futuro post atomico che ricorda fin troppo Mad Max, non posso fare a meno di condividere un paio di considerazioni sul messaggio della pellicola. Il protagonista Eli viaggia verso ovest attraverso una terra desolata e violenta, portando con se quella che è, con tutta probabilità, l'ultima copia della bibbia sopravvissuta ai roghi. Carnegie, il cattivo di turno interpretato da Gary Oldman, si parerà sulla sua strada. Vuole a tutti costi il libro perché è consapevole con con le parole in esso contenute potrà regnare indomito sul nuovo mondo, manipolando a suo piacere gli uomini.

martedì 9 marzo 2010

SCRIVETE IL VOSTRO NOME IN ELFICO

Vuoi scrivere il tuo nome in elfico in dieci minuti? La scrittura elfica appare bella e misteriosa, ma è davvero così difficile da capire? Perché non sostituire le lettere e andare dritti al risultato? Questo è esattamente quello che ha fatto il creatore di questa pagina. Andatelo a scoprire! http://www.starchamber.com/paracelsus/elvish/elvish-in-ten-minutes.html

lunedì 8 marzo 2010

UN ALTRO BUON MOTIVO PER SCARICARSI I FILM



È una delle cose che odio di più. Avete mai provato a tenere fermi tre bambini piccoli ai quali avete appena promesso la visione di un DVD? Beh, questa è una situazione che mi capita molto spesso e posso assicurarvi che non è semplice, come d'altronde niente è semplice con tre bimbi piccoli, specialmente se sono maschi scatenati come i miei. Il DVD è l'ultima risorsa, prima dello sclero totale. Con qualche rimorso li sbatti davanti allo schermo, o come usa dire un mio caro amico, li “intubi”, dopo di che puoi finalmente tirare il fiato, se non fosse che...

Prendete un DVD pagato, infilatelo nel lettore e cosa succede? Guardatevi la vignetta! Mentre scorrono le immagini della pubblicità e delle immancabili avvertenze contro la pirateria, i bimbi ti urlano negli orecchi, saltano sul divano e chiedono disperatamente di vedere il film. Te intanto stringi tra le mani tremanti il telecomando, cercando inutilmente di saltare i contenuti che partano in automatico all'inizio di ogni DVD, ma non succede niente. Te li devi sorbire fino all'ultimo. Smadonni, insegnando ai tuoi figli il senso della vita, e pensi: ma chi me lo fa fare a comprarli, questi maledetti aggeggi.

Ecco un altro splendido motivo per scaricarsi i film. Perché se proprio dobbiamo parlare di etica, spiegatemi che metro di etica usano le etichette quando mettono in vendita un prodotto che ti forza a visionare un sacco di roba di cui non te ne frega niente.

martedì 16 febbraio 2010

AVATAR: 150 MINUTI DELLA MIA VITA BUTTATI VIA... O NO?



Premessa: credo che esistano due tipologie distinte di “opere”, quelle nate per amore, con l'unico fine di esistere, e quelle “prodotte” per essere vendute. Questa non è una critica a un'opera d'amore ma ad un prodotto del mercato cinematografico. Non mi piacciono le critiche, ma valutare un prodotto è un gesto dovuto. Riflettere su un evento o un costume dei nostri tempi, invece, è assolutamente necessario.

Ieri sera ho visto Avatar, un film-prodotto che mi è parso completamente inutile. Storia banale, recitazioni facili, messaggi fuorvianti e tantissimi effetti speciali, che dopo venti minuti non fanno neanche più tanto effetto. Se un film dovrebbe raccontarci una storia attraverso immagini e suoni, farci sognare, riflettere e toccarci da qualche parte dentro, credo proprio che questo polpettone in 3D di James Cameron non riesca in nessuno di questi intenti.

Una storia già vista, preparata in mille salse, falsamente impregnata di buonismo, così piena di cliché da provare un po' di vergogna per gli sceneggiatori. Avatar è sostanzialmente un film di guerra futuristico, un videogioco fantascientifico, una fiera per presentare gli ultimi ritrovati della tecnica di animazione. Nessun personaggio è in grado di bucare lo schermo, di farci sentire una minima emozione.

La relazione tra l'avatar umano e la nativa non convince minimamente, il colonnello è un cattivo privo di sfumature, il ruolo della dottoressa è praticamente inutile, il protagonista è il classico eroe americano, apparentemente ignorante ma col cuore grande, così insipido che anche un menomato mentale ci si potrebbe immedesimare fin dalla prima scena.

Il messaggio del film è, come dicevo, fuorviante. La storia, che ha la pretesa di essere un'accusa alle barbarie dell'uomo bianco sulle popolazioni indigene perpetrate attraverso secoli di storia, è invece una celebrazione della rivalsa del bene sul male... insomma, la solita novella della zia. È irrealistica perché, come sappiamo, non è mai accaduto che le popolazioni indigene scacciassero via l'uomo bianco dalle proprie terre. Il fatto poi che sia un umano ad essere il prescelto per guidare tutte le popolazioni dei nativi contro i colonizzatori è un messaggio molto arrogante, come dire “si è vero, siamo dei bastardi noi bianchi-occidentali-americani, però se vogliamo sappiamo essere i migliori!”

La cosa più interessante di questo evento cinematografico è il successo che sta avendo, l'ennesima conferma di quanto in basso sia caduta la coscienza dell'uomo medio occidentale e le sue aspirazioni. L'ennesima conferma del reale valore dei titoli di prestigio che vengono assegnati a questo tipo di prodotti, oscar e golden globe vari. Un po' come i nobel, che si danno non per merito ma per figura. Cala il sipario, si torna a casa al solito tram tram, lieti di aver spento il cervello per 150 minuti! Il problema è che il cervello non si è mai acceso...