lunedì 26 ottobre 2009

IL BENE PIÚ GRANDE



Più si scandaglia la rete, e più ne usciamo tramortiti, delusi, arrabbiati e in un certo senso sopraffatti. Non esistono verità assolute, non esistono opinioni oggettive, non esiste una vera e propria linea guida per riuscire almeno un po’ a comprendere come stiano in effetti le cose. Riuscire a farsi un idea di quello che avviene davvero nel mondo non è mai stato così difficile.

Le tragedie si trasformano in reality show per la manipolazione del consenso. Le nobili istituzioni alle quale ci siamo sempre rivolti diventano gli strumenti più subdoli per ribaltare la realtà. Il baco del dubbio ci infetta, e a volte è miracoloso, altre volte può portare alla pazzia.

Cosa possiamo fare? Come riuscire a mettere fuori la testa da questo mare di informazione incrociata forza otto? Erano belli i tempi in cui potevamo aggrapparci alla controinformazione, ma adesso ha acquistato mille sfumature, mille direzioni tutte diverse. È incominciata l’era del Bush Sorridente, in cui tutti ci sentiamo migliori, e siamo di nuovo pronti a indossare il cappellino con la bandierina a stelle e strisce. Ma sono davvero cambiate le cose?

Il bene più grande. Alla fine è sempre quello l’obbiettivo di chi manovra le pedine del gioco. Si sacrifica una manciata di pedoni, a volte una torre o un cavallo, l’importante è mettere sotto scacco il nemico, costi quel che costi. Gli interessi del popolo vengono prima di tutto, specialmente quelli del proprio. Non è forse questo il fine ultimo di un capo di stato, di un comandante, di un leader?
… il bene più grande.

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