All'indomani della deludente visione dell'acclamato The Book of Eli, film con Denzel Washington ambientato in un futuro post atomico che ricorda fin troppo Mad Max, non posso fare a meno di condividere un paio di considerazioni sul messaggio della pellicola. Il protagonista Eli viaggia verso ovest attraverso una terra desolata e violenta, portando con se quella che è, con tutta probabilità, l'ultima copia della bibbia sopravvissuta ai roghi. Carnegie, il cattivo di turno interpretato da Gary Oldman, si parerà sulla sua strada. Vuole a tutti costi il libro perché è consapevole con con le parole in esso contenute potrà regnare indomito sul nuovo mondo, manipolando a suo piacere gli uomini.
Vuoi scrivere il tuo nome in elfico in dieci minuti? La scrittura elfica appare bella e misteriosa, ma è davvero così difficile da capire? Perché non sostituire le lettere e andare dritti al risultato?Questo è esattamente quello che ha fatto il creatore di questa pagina. Andatelo a scoprire! http://www.starchamber.com/paracelsus/elvish/elvish-in-ten-minutes.html
È una delle cose che odio di più. Avete mai provato a tenere fermi tre bambini piccoli ai quali avete appena promesso la visione di un DVD? Beh, questa è una situazione che mi capita molto spesso e posso assicurarvi che non è semplice, come d'altronde niente è semplice con tre bimbi piccoli, specialmente se sono maschi scatenati come i miei. Il DVD è l'ultima risorsa, prima dello sclero totale. Con qualche rimorso li sbatti davanti allo schermo, o come usa dire un mio caro amico, li “intubi”, dopo di che puoi finalmente tirare il fiato, se non fosse che...
Prendete un DVD pagato, infilatelo nel lettore e cosa succede? Guardatevi la vignetta! Mentre scorrono le immagini della pubblicità e delle immancabili avvertenze contro la pirateria, i bimbi ti urlano negli orecchi, saltano sul divano e chiedono disperatamente di vedere il film. Te intanto stringi tra le mani tremanti il telecomando, cercando inutilmente di saltare i contenuti che partano in automatico all'inizio di ogni DVD, ma non succede niente. Te li devi sorbire fino all'ultimo. Smadonni, insegnando ai tuoi figli il senso della vita, e pensi: ma chi me lo fa fare a comprarli, questi maledetti aggeggi.
Ecco un altro splendido motivo per scaricarsi i film. Perché se proprio dobbiamo parlare di etica, spiegatemi che metro di etica usano le etichette quando mettono in vendita un prodotto che ti forza a visionare un sacco di roba di cui non te ne frega niente.
Premessa: credo che esistano due tipologie distinte di “opere”, quelle nate per amore, con l'unico fine di esistere, e quelle “prodotte” per essere vendute. Questa non è una critica a un'opera d'amore ma ad un prodotto del mercato cinematografico. Non mi piacciono le critiche, ma valutare un prodotto è un gesto dovuto. Riflettere su un evento o un costume dei nostri tempi, invece, è assolutamente necessario.
Ieri sera ho visto Avatar, un film-prodotto che mi è parso completamente inutile. Storia banale, recitazioni facili, messaggi fuorvianti e tantissimi effetti speciali, che dopo venti minuti non fanno neanche più tanto effetto. Se un film dovrebbe raccontarci una storia attraverso immagini e suoni, farci sognare, riflettere e toccarci da qualche parte dentro, credo proprio che questo polpettone in 3D di James Cameron non riesca in nessuno di questi intenti.
Una storia già vista, preparata in mille salse, falsamente impregnata di buonismo, così piena di cliché da provare un po' di vergogna per gli sceneggiatori. Avatar è sostanzialmente un film di guerra futuristico, un videogioco fantascientifico, una fiera per presentare gli ultimi ritrovati della tecnica di animazione. Nessun personaggio è in grado di bucare lo schermo, di farci sentire una minima emozione.
La relazione tra l'avatar umano e la nativa non convince minimamente, il colonnello è un cattivo privo di sfumature, il ruolo della dottoressa è praticamente inutile, il protagonista è il classico eroe americano, apparentemente ignorante ma col cuore grande, così insipido che anche un menomato mentale ci si potrebbe immedesimare fin dalla prima scena.
Il messaggio del film è, come dicevo, fuorviante. La storia, che ha la pretesa di essere un'accusa alle barbarie dell'uomo bianco sulle popolazioni indigene perpetrate attraverso secoli di storia, è invece una celebrazione della rivalsa del bene sul male... insomma, la solita novella della zia. È irrealistica perché, come sappiamo, non è mai accaduto che le popolazioni indigene scacciassero via l'uomo bianco dalle proprie terre. Il fatto poi che sia un umano ad essere il prescelto per guidare tutte le popolazioni dei nativi contro i colonizzatori è un messaggio molto arrogante, come dire “si è vero, siamo dei bastardi noi bianchi-occidentali-americani, però se vogliamo sappiamo essere i migliori!”
La cosa più interessante di questo evento cinematografico è il successo che sta avendo, l'ennesima conferma di quanto in basso sia caduta la coscienza dell'uomo medio occidentale e le sue aspirazioni. L'ennesima conferma del reale valore dei titoli di prestigio che vengono assegnati a questo tipo di prodotti, oscar e golden globe vari. Un po' come i nobel, che si danno non per merito ma per figura. Cala il sipario, si torna a casa al solito tram tram, lieti di aver spento il cervello per 150 minuti! Il problema è che il cervello non si è mai acceso...
Il mio consiglio musicale per il giorno di natale é sicuramente Christmas Album dei Jethro Tull, magari la riedizione del 2008 con tanto di cd supplementare dal vivo (Christmas at St Bride's). Potreste provare ad inserire questo link (http://is.gd/5r11k) e vedere cosa succede. Un regalo di Webabbo Natale…
Già che siamo in tema vi lascio (piú sotto) con il mio ultimo “Raccontami sulle note di…” legato alla vecchia “Christmas Song” dei fantomatici menestrelli rock di Albione. Buon ascolto e buona lettura!
CHRISTMAS ALBUM Jethro Tull
Studio Album, released in 2003
Songs / Tracks Listing
1. Birthday Card At Christmas (3:37) 2. Holly Herald (4:16) 3. A Christmas Song (2:47) 4. Another Christmas Song (3:31) 5. God Rest Ye Merry Gentlemen (4:35) 6. Jack Frost And The Hooded Crow (3:37) 7. Last Man At The Party (4:48) 8. Wheathercock (4:17) 9. Pavane (4:19) 10. First Snow On Brooklyn (4:57) 11. Greensleeved (2:39) 12. Fire At Midnight (2:26) 13. We Five Kings (3:16) 14. Ring Out, Solstice Bells (4:04) 15. Bourée (4:25) 16. A Winter Snowscape (Martin solo) (4:57)
Total Time: 62:51
CD2 Live: Christmas at St Bride's (on 2008 reissue) 1. Weathercock 2. Introduction/What Cheer 3. Christmas Song, A 4. Living In These Hard Times 5. Silent Night 6. Marmion 7. Jack In The Green 8. Another Christmas Song 9. Gods Grandeur 10. Oh Come All Ye Faithful 11. Ballad Of Breadman, The 12. Winter Snowscape, A 13. Christmas 14. Fires At Midnight 15. We Five Kings 16. Gaudete 17. God Rest Ye Merry Gentlemen / Thick As A Brick Lyrics
Line-up / Musicians
- Ian Anderson / vocals, flute, acoustic guitars, mandolin, piccolo, percussion - Martin Barre / electric guitar, acoustic guitar - Andy Giddings / keyboards, accordion, bass, organ - Doane Perry / drums, percussion on tracks 1, 4, 6, 8, 10, 12 and 14 - Jonathan Noyce / bass on tracks 2, 5, 9, 11, 13 and 15
Guest musicians: - David Pegg / mandolin on track 3 and bass guitar on track 4 - James Duncan / drums on tracks 2, 5, 9, 11, 13 and 15, and percussion on track 3 - The Sturcz String Quartet arranged by Laszlo Bencker / Gábor Csonka - 1st violin, Péter Szilágyi - 2nd violin, Gyula Benkö - viola, András Sturcz - cello, all on track 10
Line-up on ''Christmas at St Bride's'': - Ian Anderson / vocals, flute, acoustic guitar - Martin Barre / guitar and mandolin - David Goodier / acoustic bass guitar - James Duncan / percussion - John O'Hara / keyboards, accordion - James Duncan / cajon and other percussion Releases information
IL SOCIO
Ehi vecchio Santa, come stai? Facile la vita con una consegna all’anno… io invece ho appena iniziato il giro, quello che faccio tutte le mattine, per quanto? Appena mille euro il mese… che bastano appena per comprare due regalini ai miei bimbi. Si chiamano Giorgio e Letizia e sono due gioielli, anche se a volte mi fanno dannare… Che cosa c’è? Hai bisogno di una mano? Aspetta ti aiuto a caricare quei pacchi sulla slitta… nessun disturbo, ma ti pare…. Ecco fatto. Sai com’è, è anche il mio lavoro. A proposito, se hai bisogno di qualcuno, che so un braccio oppure un socio, sono disponibilissimo. Vengo lassù con tutta la famiglia, ci sistemiamo in un igloo, che non si sta male, e poi dev’essere bellissimo con tutta quella neve e le notti che durano mesi ed i giorni con il sole fermo all’orizzonte. Una dieta a base di pesce è quello che mi ci vuole, guarda che pancia… Dai, ci organizziamo…. Ehi, passa quella boccia, che mi è preso freddo…
LE CASE DISCOGRAFICHE, ACCUSATE DI PIRATERIA, DOVRANNO RISARCIRE GLI ARTISTI PER 6 MILIARDI DI DOLLARI
Mentre le major trascinano in tribunale gli utenti di BitTorrent per violazione dei diritti sul copyright, sono loro stesse ad essere citate in giudizio da un associazione di artisti esattamente per lo stesso reato. Warner, Sony BMG, EMI e Universal dovranno rispondere fino a 6 miliardi di dollari di danni per aver piratato circa 300.000 brani.
Non è un segreto che le maggiori etichette discografiche usino due pesi e due misure quando si tratta di diritti d'autore. Da una parte cercano di mettere gli operatori dei siti BitTorrent in carcere e di rovinare la vita di madri e studenti chiedendo centinaia di migliaia di dollari in multe, e dall'altra vendono CD contenenti musica per i quali non hanno ottenuto il permesso dagli autori.
In passato abbiamo assistito a diverse contese tra gli artisti e le etichette per questioni di copyright. Solo pochi mesi fa uno dei più acclamati artisti dell'America Latina, Alejandro Fernández, ha chiesto l’intervento della polizia in un ufficio della Sony Music per confiscare oltre 6.000 CD che l'etichetta aveva rifiutato di ritornare, e questa è solo la punta di un iceberg.
Le etichette hanno preso l'abitudine di utilizzare le canzoni da una grande varietà di artisti per i CD di compilation, senza garantirne i diritti. Utilizzano la registrazione prendendone nota in "una lista di attesa", in modo da poter affrontare la questione in un secondo momento. Questa pratica è in corso dal 1980 e da allora l'elenco dei brani non retribuito e le violazioni del copyright è cresciuto a 300.000 casi.
Stanchi di questa “pirateria delle etichette”, un gruppo di artisti ha depositato una class action in Canada nei confronti di quattro importanti case discografiche collegate alla CRIA, l'equivalente locale della RIAA. Nel mese di ottobre dello scorso anno Warner Music, Sony BMG Music, EMI Music e Universal Music sono state citate in giudizio per l’uso illegale di migliaia di brani e al momento la causa è ancora in corso.
Come e perché questa flagrante violazione del copyright possa andare avanti per anni è un mistero, ma questa condotta scorretta dei due pesi e due misure sembra sia stata recepita. "Questo comportamento delle case discografiche è aggravato dal loro approccio rigoroso ed incessante quando si tratta dei loro interessi nei confronti dei consumatori," sostengono gli artisti nella loro domanda di risarcimento danni.
La causa è ancora in corso, ma le etichette hanno già ammesso di dovere almeno 50 milioni di dollari per aver violato i diritti degli artisti, e questa cifra potrebbe crescere fino a 6 miliardi. Allora, chi sono i veri pirati qui?